Bolzano

In nessun altro luogo d’Alto Adige come a Bolzano l’incontro di culture diverse è tanto evidente. La nostra gita inizia con il cappuccino gustato in piazza, nella centrale piazza Walther, in mezzo al trambusto della vibrante città, con vista sul Duomo, buona parte in stile tardo-gotico. Ci incamminiamo poi nella zona centrale della città, sotto i portici, con negozi che vantano una lunga tradizione accanto ad altri più moderni, che si snodano uno dopo l’altro fino a piazza delle Erbe, con la sua offerta di frutta e verdura fresche e tante altre specialità altoatesine. Ad ogni angolo, ristoranti, caffè, musei e chiese invitano ad assaporare e godere ogni istante della giornata.

Grazie alla Funivia del Renon, Bolzano è raggiungibile dal Renon in soli 12 minuti. La stazione della funivia a valle è situata nei pressi del centro storico: in circa dieci minuti a piedi si può raggiungere piazza Walther e lasciarsi incantare dallo charme unico della città mercantile costruita agli inizi del XII secolo.

Una visita a Bolzano non può eludere dalla visita alla famosa mummia ti Ötzi, l’uomo del ghiaccio. Questa mummia del Similaun, anche nota come Uomo del Similaun o Uomo dell’Hauslabjoch, è un reperto antropologico ritrovato il 19 settembre 1991 sulle Alpi Venoste, ai piedi del monte omonimo (ghiacciaio del Similaun, 3.213 m s.l.m.) al confine fra l’Italia (la Val Senales in Alto Adige) e l’Austria (la Ötztal nel Tirolo) e per questo contesa per vari anni dalle due nazioni.

Si tratta del corpo di un essere umano di sesso maschile, risalente a un’epoca compresa tra il 3300 e il 3100 a.C. (età del rame), conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche all’interno del ghiacciaio (in Siberia sono stati ritrovati mammut conservatisi in condizioni analoghe). L’esame degli osteociti ha collocato l’età della morte fra i 40 e i 50 anni. Da studi effettuati, è nata l’ipotesi che l’uomo potesse essere originario della zona di Bressanone.

La scoperta è stata fatta dai coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon di Norimberga durante un’escursione, compiuta tra il 19 settembre e il 22 settembre 1991[13] presso il confine italo-austriaco, sullo Hauslabjoch. L’attribuzione del nome Uomo del Similaun o anche Uomo del Hauslabjoch, deriva dal toponimo registrato più vicino al luogo di ritrovamento, appunto il Similaun.

Inizialmente si pensò che si potesse trattare di un alpinista scomparso in età recente, tanto che venne attivata la gendarmeria austriaca. Durante il recupero, avviato senza particolari accorgimenti conservativi, furono danneggiate parti del corpo (tessuti esterni, femore sinistro in modo serio e genitali) e dell’equipaggiamento dell’uomo.

Ora la mummia è conservata presso il Museo archeologico dell’Alto Adige, in un’apposita struttura che mantiene le condizioni di conservazione pur permettendone l’osservazione. Il corpo viene conservato in una stanza con circa il 99,6% di umidità e −6 °C. Ogni due mesi un medico specializzato spruzza sulla mummia dell’acqua distillata, che congelandosi forma una patina protettiva e restituisce lo 0,4~0,5% di umidità mancante. La mummia è visibile solamente tramite una finestra di circa 30 × 40 cm.

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