Centrale idroelettrica di Malnisio “Antonio Pitter”

Immersa nel rigoglioso paesaggio naturale pedemontano pordenonese, l’ex Centrale idroelettrica “Antonio Pitter” è uno splendido esempio di architettura industriale di primi del Novecento. Al suo interno è possibile vedere le turbine, gli alternatori, i macchinari e i reperti originali, perfettamente conservati, che raccontano la straordinaria avventura tecnologica che ha trasformato il torrente Cellina in fonte energetica.

Il passato…

Alla fine dell’Ottocento l’Ingegnere capo del Regio Ufficio del Genio Civile Aristide Zenari, durante un sopralluogo per realizzare la strada per collegare i paesi della valle del Cellina alla pianura, ebbe l’intuizione, rivoluzionaria per quel periodo, di sfruttare le acque del Torrente Cellina per produrre energia idroelettrica.

I lavori di costruzione della Centrale idroelettrica di Malnisio ebbero inizio nel marzo 1900, sotto la direzione dell’Ingegner Zenari per la parte idraulica e civile, e dell’Ingegner Antonio Pitter dal quale prende il nome, per la parte elettromeccanica. Più di duemila operai lavorarono per cinque anni a questo progetto, che prevedeva l’installazione di quattro turbine “Francis” accoppiate ai rispettivi alternatori. La corrente generata a 4.000 Volt sarebbe poi stata elevata con due trasformatori fino a 30.000 Volt.

La Centrale entrò in funzione nel maggio del 1905 e fu grazie ad essa che si riuscì ad accendere l’illuminazione pubblica a Venezia, compresa la splendida Piazza San Marco. La Centrale ha continuato ad operare ininterrottamente fino al 1988, quando è stata chiusa definitivamente.

L’intero complesso architettonico della Centrale si sviluppa su oltre 5.000 metri quadrati, inseriti in un sistema di spazi verdi e giardini di oltre 7.200 metri quadrati, ai quali si aggiungono i 1.500 metri quadrati della vasca di scarico.

… ed il futuro

Visto il valore archeologico industriale dell’edificio della Centrale, l’ENEL, proprietario della Centrale, pensò di trasformarla in un museo. In seguito, l’Amministrazione di Montereale Valcellina, avendo acquisito l’edificio, realizza il museo “Centrale Malnisio Nuovo Centro”. L’obiettivo di questo centro, inaugurato nel giugno 2006, è di conservare i macchinari e i documenti di un glorioso passato, utilizzandoli come strumento di divulgazione scientifica nel settore dell’energia e dell’ambiente.

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