Cortina, la perla delle dolomiti

Poche località alpine possono vantare una concentrazione così elevata di montagne famose e straordinariamente belle come Cortina. Sì, perché dalla Conca d’Ampezzo ovunque si volge lo sguardo, sopra il verde dei boschi si vedono montagne, montagne e ancora montagne. E che montagne! Adagiata a 1224 metri di quota in fondo alla Valle del Boite, la rinomata località turistica occupa la porzione più settentrionale della provincia di Belluno, al confine con l’Alto Adige, ed è circondata da una corona di gruppi montuosi che non ha davvero eguali. A ovest si trova l’imponente Gruppo delle Tofane, a nordest il Pomagagnon sovrastato dal caratteristico profilo dentellato del Gruppo del Cristallo; a sudest si staglia il Sorapiss, mentre a sudovest chiudono questo orizzonte da capogiro i Gruppi della Croda da Lago-Cernera e del Nuvolau. Insieme queste montagne formano le cosiddette Dolomiti Ampezzane, e rappresentano un vero paradiso per ogni escursionista, alpinista e sciatore. Basti pensare che si contano la bellezza di 400 chilometri di sentieri, 300 dei quali nel solo comune di Cortina E non è un caso se proprio di qui passano i più famosi trekking delle Dolomiti: l’Alta Via delle Dolomiti n° 1 e la n° 3. Ce n’è davvero per tutti i gusti, dalle passeggiate più facili e rilassanti tra pascoli e boschi, agli itinerari storici sui luoghi della Grande Guerra, fino a escursioni lunghe e impegnative tra selvaggi valloni e crode dolomitiche; dalle ferrate (se ne contano una ventina, da quelle storiche ai moderni tracciati più atletici e spettacolari) a mitiche salite su grandi pareti dove sono state scritte importanti pagine della storia dell’alpinismo. E quando arriva la neve? Direttamente da Cortina si possono raggiungere i tre comprensori (Tofane, Faloria-Cristallo, Lagazuoi-Cinque Torri) dove si trovano la bellezza di 34 impianti a fune che servono 66 piste, per un totale di quasi 120 chilometri di discese! E anche per chi preferisce il silenzio e la tranquillità le possibilità non mancano: con ciaspole e pelli di foca si possono risalire boschi e valli restando lontani dal rumoroso carosello sciistico, soprattutto sulla Croda da Lago, unico gruppo montuoso delle Dolomiti Ampezzane senza impianti di risalita. 

 

Vista la particolare orografia della Conca d’Ampezzo, chiusa tra grandi montagne separate da alti valichi (Passo Falzarego, 2105 m, Passo di Cimabanche, 1530 m, Passo Tre Croci, 1809 m), non si hanno quasi notizie sulla preistoria in quest’area, anche se alcuni ritrovamenti di una sepoltura primitiva a Mondeval, tra Pelmo e Croda da Lago (VI millennio a.C.), inducono a pensare che l’arco dolomitico fosse abitato già in epoca antica da tribù paleovenete. Poche le notizie anche nelle epoche successive, quando l’Ampezzano subisce prima l’influenza etrusca, a partire dal VI-V secolo a.C., poi vede l’occupazione romana. È in questo periodo che le prime comunità stanziali danno vita alla proprietà collettiva dei terreni (pascoli e boschi), mettendo le basi di quelle che diventeranno in seguito le Regole d’Ampezzo, così importanti per la storia e l’economia locale e realtà viva e sentita ancora oggi. Poco cambia per gli abitanti nei secoli a venire, con il succedersi di diverse dominazioni, tra cui la Serenissima tra il 1420 e il 1508, concluse con l’occupazione da parte degli Asburgo e il distacco dal Cadore per entrare nella sfera di influenza austriaca. Dominazioni che non hanno cambiato sostanzialmente il modo di vivere degli ampezzani, dediti all’allevamento e all’agricoltura, con modesti scambi commerciali. Dopo una breve parentesi napoleonica, Cortina torna stabilmente sotto il controllo asburgico, rimanendo fedele alla casata anche durante le rivoluzioni del 1848, fatto che fu premiato con ampie riforme e autonomie. Sul finire del XIX secolo l’Ampezzano viene “scoperto” dalla ricca nobiltà mitteleuropea prima, dalle borghesie francese, inglese e americana poi, attratti dai magnifici scenari dolomitici che Cortina offre. E se nel vicino Cadore il turismo è ancora lungi da venire, e si assiste a un forte fenomeno di emigrazione, nell’Ampezzano iniziano ad aprire i primi alberghi di lusso e ci si attrezza per accogliere i primi sciatori, tanto che nel 1903 nasce lo Sci club Cortina. Un breve “periodo d’oro” destinato a chiudersi tragicamente con la Grande Guerra, che vede proprio nell’Ampezzano uno dei suoi teatri più drammatici. Tra il 1914 e il 1915 la popolazione maschile di Cortina viene quasi interamente chiamata a servire l’esercito austro-ungarico su vari fronti, mentre il paese è quasi abbandonato dai militari, che si attestano lungo le postazioni difensive sui monti circostanti, tanto che il 29 maggio del 1915 l’esercito italiano prende possesso di Cortina senza quasi colpo ferire. E le ostilità si spostano sulle montagne, con una logorante guerra di trincea sul Col di Lana, sul Monte Piana, sul Passo Falzarego, sulle Tofane e sulle Cinque Torri, solo per citare i luoghi più importanti. Tunnel scavati nella roccia per posizionare cariche esplosive, cannoneggiamenti interminabili, assalti alla baionetta e gas asfissianti; pioggia e neve, freddo intenso in inverno e caldo in estate; fame, stenti e malattie: questi gli ingredienti che caratterizzano le ostilità intorno a Cortina e che costano la vita a migliaia di soldati di entrambi gli schieramenti. Una guerra che ha lasciato tracce indelebili sul territorio, oggi ancora perfettamente visibili e in molti casi restaurate per imperdibili escursioni sul filo della storia, come il Museo all’aperto delle Cinque Torri o la galleria del Lagazuoi. Terminate le ostilità, e con Cortina che torna definitivamente nei confini del Regno d’Italia, riprende lo sviluppo turistico dell’area. Nel 1921 viene inaugurata la Ferrovia delle Dolomiti tra Calalzo di Cadore, Cortina e Dobbiaco (attiva fino al 1964 e oggi pregevole esempio di trasformazione in pista ciclabile) e dopo la crisi del 1929 il paese diventa un rinomato centro turistico, molto frequentato dai gerarchi fascisti. Tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta nascono anche i primi impianti di risalita, che danno un notevole impulso allo sviluppo turistico di tutta l’area. La Seconda guerra mondiale non interessa direttamente Cortina, che però ne subisce gli effetti anche a causa dell’occupazione militare nazista dopo il 1941, quando molti cittadini vengono precettati nella Wehrmacht e inviati su diversi fronti. Per ovvi motivi nel 1944 non vengono disputati i Giochi olimpici invernali, assegnati a Cortina, che però, dopo lunghe vicissitudini, li riottiene per la VII edizione del 1965. Negli anni Cinquanta il paese vede quasi uno stravolgimento, con nuove e grandi strutture di accoglienza, miglioramenti nella viabilità, la costruzione dello stadio del ghiaccio, del trampolino per il salto, della pista da bob e di numerosi impianti di risalita. Nel 1965 tutto è pronto e i Giochi olimpici invernali si svolgono in un clima di grande euforia, decretando il definitivo successo di Cortina come località turistica invernale. Il resto è storia recente, con il Boom economico che porta in paese migliaia di turisti, le infrastrutture che crescono e si migliorano in continuazione, l’offerta che si amplia anche alla stagione estiva, portando sulle Dolomiti Ampezzane non più solo temerari alpinisti, ma anche un pubblico più vasto alla ricerca di nuovi scenari e nuove emozioni. Il predominio della stagione fredda sull’estate si assottiglia sempre di più, e nonostante ogni inverno le piste e le vie di Cortina siano straordinariamente affollate di turisti da ogni angolo del mondo, negli ultimi decenni gli abitanti hanno saputo cogliere l’evoluzione del turismo alpino, offrendo una vasta gamma di attività all’aria aperta. Non si contano le malghe e i rifugi che offrono ottimo cibo e pernottamenti in quota, alcuni impianti sono aperti anche in estate, la rete sentieristica viene curata e segnalata, nascono appositi percorsi per le mountain bike. E se per certi versi in parte rimane il cliché di Cortina come meta “esclusiva” da rivista patinata, è altrettanto vero che il territorio della Conca d’Ampezzo è un luogo unico, meraviglioso, dove ciascuno può trovare il suo spazio, nella folla come nella solitudine, nel divertimento adrenalinico come nella contemplazione silenziosa dei maestosi scenari dolomitici. 

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