Isola del piano

Isola del Piano (Isla in dialetto gallo-piceno) è un comune italiano di 591 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche. Si trova su terreno collinare a ridosso dei monti delle Cesane, a destra del fiume Metauro. Fa parte della comunità Montana del Metauro e dista 30 km da Fano.

Storia

La presenza umana nel territorio di Isola del Piano è testimoniata fin da tempi antichissimi da ritrovamenti di reperti di età preistorica (selci) e preromana.

La prima notizia documentata dell’insediamento incastellato di Isola del Piano si ha nel 1140 in un atto di donazione del Duca Guarnieri al vescovo di Fossombrone. Isola del Piano ben presto ebbe una rilevante importanza come centro abitato, come risulta dall’atto di confederazione del 1207 tra Fano e Rimini a danno delle vicine città di Pesaro e Urbino.

Nell’atto vengono ricordate le alleanze già stipulate tra Fano ed i Massari dell’Isola del Piano (de Insula Planensium) o Isola di Urbino. Isola, città ghibellina, fu incendiata dai riminesi inviati dal Papa Martino IV a soccorso dei guelfi, rifugiatisi nel non lontano centro di Sassocorvaro.

Il fatto, strettamente storico, è documentato da una iscrizione scolpita in un capitello gotico della vecchia chiesa di Isola, ora conservato nel salone dell’Auditorium comunale. Eccone il testo latino tradotto:

Nell’anno 1284, indizione XII, sotto il pontificato di Papa Martino 1V il sabato 8 Luglio, avvenne il totale incendio del Castello di Isola

I Conti Castiglioni

Successivamente il castello fu sotto la giurisdizione di Urbino, fino al 1574 quando venne infeudato dal duca Guidobaldo Il ai conti Castiglioni di Mantova, famiglia rinascimentale il cui più illustre rappresentante è Baldassarre Castiglione, il famosissimo Cortigiano del Duca di Urbino ed autore dell’altrettanto famoso “il Cortegiano”. Il palazzo del feudatario, ora Battistoni, tuttora conservato nel centro del paese, sorge sulle antiche rovine del Castello dell’Isola e presenta un artistico portale del XVI secolo.

Tra i monumenti e i luoghi di interesse storico artistico possiamo nominare il palazzo feudale al financo del quale esisteva un maestoso convento dei frati Girolamini, il quale venne inavvedutamente demolito nei primi anni ’60 per edificare gli edifici scolastici. Dei Girolamini è ben conservata la chiesa, di recente restaurata, ampliata e divenuta parrocchiale, dove si possono ammirare tre pregevoli tele, tra cui sull’altare, la Madonna del Carmine che già adornava la primitiva Chiesa “gerolomina”.

Interesse artistico presentano inoltre la Chiesa detta dell’Annunziata, ora Auditorium comunale, con affreschi raffiguranti la Madonna col Bambino, attributi a Giovanni Santi, padre di Raffaello Sanzio da Urbino, ed un portale del XVII secolo sito sulla casa Orcioni della stessa via Garibaldi.

A pochi chilometri dal paese, sulla strada per Urbino, sorge il Convento di Montebello, edificato dal beato Pietro Gambacorta da Pisa nel XIV secolo. Ora ospita la sede di una cooperativa agrobiologica e un interessante museo della civiltà contadina.

Economia

Isola del Piano era nota un tempo per le cave di pietra che fornivano anche un marmo bianco macchiato di nero, resistente al gelo e utilizzato per ornamentazioni esterne, pavimenti e gradinate.

Nel comune sono inoltre presenti molte aziende biologiche. Isola del Piano è conosciuta in tutto il mondo per la produzione di paste speciali provenienti da coltivazioni biologiche. Importante è anche l’allevamento di bovini di razza marchigiana. Viene prodotto del Montepulciano e del Sangiovese e il famoso vino di visciole. Ottima anche la produzione di olio extravergine. Nel territorio sono presenti molti agriturismi e c’è la sede dell’Associazione “Ambasciatori Territoriali dell’Enogastronomia” della regione Marche.

Ad Isola del piano nacque Gino Girolomoni, precursore dell’agricoltura biologica.

Chi è stato Gino Girolomoni per Isola del piano?

Gino Girolomoni nasce in una famiglia contadina il 13 agosto 1946 a Isola del Piano (PU). Conosce la povertà, la solitudine e la fatica delle campagne, ma viene anche a contatto con quei valori della civiltà contadina, con la solidarietà dei parenti e con l’onestà e la religiosità del nonno Getullio.

ll 13 luglio 1977, insieme a Tullia (sua moglie), a due anziani agricoltori e a cinque giovani del paese, fonda la cooperativa Alce Nero. Il lavoro aumenta rapidamente e con esso il fatturato. Gino Girolomoni, da profeta del biologico, diventa sempre di più un vero e proprio imprenditore, pur rimanendo nel profondo un poeta e un sognatore.

Nel 2004 c’è la separazione dal marchio Alce Nero e la nascita del marchio Montebello®, con una grafica che raffigura in sintesi il monastero di Montebello.

 Nel 2012 Gino Girolomoni viene a mancare. Il nome Girolomoni® sostituisce del tutto quello di Alce Nero e Montebello: il posto del capo indiano a cui ci si era ispirati per il primo brand lascia spazio a questo “capo” contadino che nella vita ha saputo galoppare, con quanto fiato aveva in corpo, per le colline pesaresi, per raccontare una storia e per vendere i suoi prodotti. Quei prodotti che la cooperativa è ancora in grado di offrire grazie a ciò che Gino ha lasciato in eredità a tutto il mondo.

Eventi

Tra gli eventi più importanti che si svolgono a Isola va segnalato il festival del cortometraggio “Corto e Mangiato” che si tiene tutti gli anni a fine marzo e che affronta tematiche relative al sociale e comunque legate al cibo. A fine maggio si tiene la manifestazione “La Nottebio” alla quale partecipano produttori biologici della regione Marche e le migliori aziende Europee.

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