Mazda3, la missione è distinguersi: comfort massimo e sicurezza da primato

Mazda3, arriva la quarta generazione di un’auto nata nel 1993 e che è stata venduta in oltre 6 milioni di unità, uno di questi solo in Europa dove la giapponese deve confrontarsi con calibri come la Ford Focus, l’Opel Astra, la Peugeot 308 e soprattutto sua maestà la Volkswagen Golf. Da qui, la ragionevole aspirazione di fare numeri commisurati alla propria forza e l’esigenza di distinguersi, caratteristica che sicuramente alla Mazda non è mai mancata, soprattutto per dal punto di vista tecnico.
Dura e fredda come l’acciaio. La nuova Mazda3 nasce su una nuova piattaforma ed è lunga 4,46 metri con un passo di 2,72 metri. La scocca è per ben il 30% in acciai ultraresistenziali contro il 3% di quella precedente ed è la prima auto al mondo a utilizzarne con un carico di rottura di 1.320 MPa forgiati però a freddo. Nettamente diversa anche la filosofia stilistica: i tagli, gli incavi e le scolpiture hanno lasciato a superfici perfettamente lisce e raccordate, come sul concept Kai che al Salone di Tokyo del 2017 faceva capire chiaramente come sarebbe stata la nuova “3”. Le proporzioni rimangano le stesse, con il cofano anteriore lungo, fari più sottili e calandra posizionata ancora più in basso mentre la finestratura è più a cuneo e il montante posteriore nettamente più massiccio. La Mazda3 appare così come un monolite cesellato con pazienza capace di creare bei giochi di luce soprattutto con l’ormai tradizionale Soul Red Crystal e il nuovo Polymetal Grey, capace di essere lucido con la luce e dare un effetto bagnato all’ombra.

Il bello della semplicità. Minimalista, ma in modo meno estremo, anche l’abitacolo. Elegante l’alternanza tra pelle cucita a vista, plastiche morbide, superfici in nero lucido e finiture in metallo con pochi pulsanti e cursori che offrono un tocco morbido. L’impostazione di guida è sportiveggiante, ma rilassata, con il sedile posizionato in basso, un bel volante a 3 razze sottili, la pedaliera ben allineata e la leva del cambio più corta e posizionata più in alto, che rimane perfettamente verticale in posizione di folle. La strumentazione ha al centro un display a colori per il tachimetro e gli indicatori per il consumo e il serbatoio di carburante e ai lati due indicatori analogici mentre l’head-up display ora è vero, cioè le informazioni sono proiettate sul parabrezza e non su una piastra in plexiglass a scomparsa. Il sistema infotelematico è stato migliorato si comanda tramite manopola sul tunnel e la voce e lo schermo, di forma allungata e a sbalzo, è orientato verso il guidatore.

Per proteggerti, ti guarda negli occhi. Discreto lo spazio a disposizione. Sui sedili posteriori si sta comodi e lo spazio per le gambe è sufficiente, per i bagagli ci sono 358 litri anche se il piano del vano è un po’ infossato. Abbattendo gli schienali 60/40 si ottengono viceversa una superficie continua e 1.052 litri. Molto ricca la dotazione di sicurezza con il cruise control adattivo (con funzione stop&go in presenza del cambio automatico), il sistema di mantenimento della corsia e la frenata autonoma che interviene anche se in retromarcia c’è un ostacolo o ci stiamo immettendo in un incrocio a T e sta arrivando un veicolo che altrimenti sarebbe difficile da vedere. In questo caso si attivano segnali sonori e le telecamere. Ci sono anche l’allerta per gli angoli ciechi a gli specchietti e i fari a matrice di Led. Molto evoluto il sistema che rileva la stanchezza del guidatore che si serve di una telecamera a raggi infrarossi, capace di capire anche di notte, attraverso i movimenti degli occhi, se chi è al volante ha bisogno di fare una sosta per non rischiare un colpo di sonno.

Aspirato e (micro)ibrido o a gasolio. I motori sono due, per il momento. Il primo è un 2 litri aspirato (una rarità, oramai) a iniezione diretta da 122 cv caratterizzato da un rapporto di compressione molto elevato (13:1) e che, per diminuire i consumi e le emissioni, disattiva 2 cilindri ai bassi carichi e ha un sistema ibrido semplificato che utilizza un motogeneratore collegato alla cinghia dei servizi per recuperare energia all’interno di una piccola batteria al litio (600 KJ), fornire una leggera spinta supplementare allo spunto e ampliare le fasi di spegnimento del 4 cilindri. Il secondo è il diesel 1.8 che recentemente ha debuttato sulla CX-3. Ha un rapporto di compressione molto basso (14,8:1), iniettori piezoelettrici e non ha bisogno del filtro SCR per i NOx. Altra particolarità è il Natural Sound Smoothener, una massa aggiuntiva posizionata all’interno dello spinotto che fissa il pistone alla biella e che controbilancia il ticchettio tipico dei motori a gasolio. Tutti e due motori saranno disponibili con cambi a 6 rapporti, manuale o automatico.

Un bel comfort e due caratteri. La Mazda3 è una macchina molto silenziosa e che offre una grande souplesse di marcia, grazie anche ad una naturale compostezza esaltata dal G-Vectoring Plus, un sistema che, attraverso impercettibili interventi sulla coppia motrice e sui freni, riduce i trasferimenti di carico. Ne viene fuori un comportamento più sicuro e lineare, ma meno sportivo che in passato anche perché per l’assale posteriore i tecnici giapponesi hanno scelto un assale torcente al posto del più raffinato multi-link. La differenza si percepisce più sull’assorbimento, che a volte risulta un po’ secco sugli avvallamenti brevi. Il 2 litri è regolare e va guidato in un modo diverso da come siamo ormai abituati, soprattutto se si vuole adottare una condotta sportiva o si affronta un percorso ricco di curve, lavorando molto con il cambio. Il manuale è molto preciso e piacevole, l’automatico è ovviamente più confortevole, ma accetta anche di essere maltrattato senza fiatare. Il diesel offre ovviamente consumi nettamente più contenuti (4,1 litri/100 km pari a 104 g/km nel ciclo WLTP) e sulla carta ha prestazioni praticamente equivalenti, ma ha un carattere completamente diverso. Silenziosissimo, ha una coppia di 270 Nm tra 1.600 e 2.600 giri/min che si tramuta in un’ottima erogazione perché è pronto in basso, graduale ai medi ed è capace persino di allungare fino a 5.500 giri/min. Un vero gioiello.

In attesa dello Skyactive X. La nuova Mazda3 ha un listino che parte da 23.200 euro e si articola in 4 allestimenti (Evolve, Executive, Exceed e Exclusive), con una differenza di 2.200 euro per la 1.8 a gasolio e di 2mila euro per il cambio automatico. Dopo l’estate sarà disponibile anche il nuovo 2 litri Skyactive X, il primo motore a benzina capace di funzionare anche come il diesel e offrirà prestazioni superiori, ma con un livello di consumi ed emissioni pari a quello di un diesel più piccolo di cilindrata. Avrà 181 cv e potrà essere accoppiato anche alla trazione integrale.

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