Rav4, eccellenza ibrida.

Come le dita di una mano. Sono cinque le generazioni della Toyota RAV4 e l’ultima è pronta a scrivere un altro capitolo di una storia che ha fatto la storia dell’automobile. Quando infatti fu presentata la prima volta nel 1994, esistevano solo i fuoristrada prestati all’asfalto mentre lei era una vera e propria automobile a ruote alte: aveva il telaio monoscocca, le sospensioni a 4 ruote indipendenti e la trazione integrale permanente senza il riduttore. Sembrava un azzardo, invece era nato il Suv ed era l’inizio di una carriera che ha fruttato oltre 8,5 milioni di unità vendute (215mila solo in Italia) e, nonostante il moltiplicarsi delle concorrenti, è ancora brillantissima visto che parliamo della quarta auto più venduta al mondo: 811mila pezzi solo lo scorso anno. La nuova RAV4 è basata sulla piattaforma TNGA, la stessa della C-HR e della nuova Corolla, e ha un carattere più spiccato dato da linee e forme più nette.

È lunga 4,6 metri, come la precedente, e più bassa, ma la nuova scocca è più rigida del 57% e ha permesso di ricavare una maggiore altezza da terra e, allo stesso tempo, un abitacolo più spazioso con un bagagliaio che va da 580 a 1.690 litri. Si siede 4 cm più in basso eppure, grazie alla nuova struttura, la visibilità è notevolmente migliorata grazie alla finestratura più ampia, ai montanti più sottili e al miglior posizionamento dei retrovisori. Ci sono poi il sistema di visione perimetrico e l’inedito specchietto interno virtuale: nascosto dall’abituale superficie riflettente, c’è un display ad alta risoluzione collegato ad una telecamera posteriore che restituisce una visuale molto più ampia azzerando di fatto gli angoli nascosti dai montanti posteriori. Dunque più comfort e sicurezza, anche grazie ai fari e alle luci tutti a Led e alla lunga lista di dispositivi di assistenza alla guida. Tra questi ci sono il sistema di mantenimento della corsia, il riconoscimento della segnaletica, l’allerta per l’angolo cieco e per il traffico trasversale in retromarcia inoltre il cruise adattivo ha la funzione stop&go e la frenata autonoma tiene conto anche di pedoni e ciclisti, anche durante le ore notturne.

Infine, in caso di pericolo, il sistema pre-crash allerta tutti i sistemi di ritenuta tra cui i 7 airbag. Anche il design della plancia è nuovo, ma la strumentazione rimane analogica, arricchita da un display multifunzione da 7” e dallo schermo da 8” al centro della plancia del sistema infotelematico. Nessun problema per ricaricare smartphone e tablet: ci sono 5 prese USB, quelle da 12 Volt e c’è anche il vassoio ad induzione. Così come fuori, anche sotto il cofano la nuova RAV4 ha le stesse misure di prima, ma in realtà è fresca di conio. L’unica scelta sarà l’ibrido e il sistema si basa su un 2,5 litri a benzina a ciclo Atkinson, ma si tratta di un 4 cilindri completamente nuovo caratterizzato da un rendimento da record (41%) grazie a caratteristiche molto moderne come la doppia iniezione, il variatore di fase elettrico e il rapporto di compressione elevatissimo (14:1). Gli è accoppiato un motore elettrico da 88 kW, alimentato da una batteria al Ni-Mh da 1,6 kWh, per una potenza dotale di 218 cv che diventano 222 cv con l’aggiunta del motore posteriore da 40 kW della versione a trazione integrale. Rispetto a prima, si riesce a trasmettere al retrotreno fino all’80% della coppia e c’è anche la posizione di guida “Trail”, studiata per affrontare meglio il fuoristrada. In questa configurazione la RAV4 ha un’accelerazione migliore (0-100 km/h in 8,1 s. invece di 8,4) e persino consumi ed emissioni inferiori (4,3 litri/100 km pari a 100 g/km di CO2). Per entrambe la velocità massima è di 180 km/h. La dote saliente è la naturalezza con la quale dà confidenza.
È confortevole, in curva rolla poco ed è precisa e, se arriva il momento di mettere le ruote nel fango, si ritrova la RAV4 di un volta: quella capace di disimpegnarsi con autorevolezza dove le altre annaspano o si fermano. Del piacere di guida fa parte anche la brillantezza di marcia, grazie ad una risposta all’acceleratore che non ha eliminato del tutto l’effetto scooter dell’ibrido Toyota, ma è sensibilmente più appagante che in passato.

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