Renault: avanti tutta con l’elettrificazione E-Tech. Dopo Clio e Captur, ecco Mégane ibrida plug-in

Entro il 2022 il Gruppo Renault si prefigge di elettrificare la propria gamma con 8 modelli al 100% elettrici e 12 modelli ibridi e ibridi plug-in, per i quali è stata messa a punto una tecnologia innovativa, battezzata E-Tech e orgogliosamente definita “rivoluzionaria”.

Al Salone di Bruxelles del gennaio scorso la Casa francese ha già presentato in anteprima la Clio E-Tech Hybrid 140 cv e la nuova Captur E-Tech Plug-in hybrid 160 cv; a Ginevra avrebbe voluto presentare anche la nuova Mégane E-Tech Plug-in Hybrid 160 cv, attesa sul mercato entro l’estate 2020; ma la cancellazione del Salone svizzero ha impedito al grande pubblico di vedere da vicino l’ultima novità.

Proviamo a rimediare avendo avuto la possibilità, qualche giorno prima che il Coronavirus bloccasse l’expo ginevrino, di incontrare i tecnici che hanno lavorato al progetto e di toccare con mano – sia pure sotto le luci di un capannone – il modello ibrido plug-in destinato a segnare la svolta eco-tecnologica della Casa francese. Una svolta che prenderà le mosse entro l’estate, inizialmente con la versione Estate (station wagon) e poi anche con la due volumi hatch-back.

Sottoposta come il resto della gamma benzina e diesel ad un lieve restyling (fari Pure Vision Led, luci posteriori, indicatori di direzione e prese d’aria sul frontale leggermente modificati), l’auto si distingue essenzialmente per i badge identificativi del modello, la presa di corrente sistemata sul retro della fiancata destra e pochi altri dettagli. Piuttosto, la nuova Mégane E-Tech Plug-in Hybrid è pronta a dimostrare tutta la sua versatilità: indipendentemente dallo stato di ricarica della batteria, l’auto sfrutta infatti i vantaggi del sistema ibrido, a cominciare dall’avviamento sistematico in modalità elettrica; può funzionare senza consumare carburante nei percorsi quotidiani e può affrontare anche lunghi viaggi.

il sistema consta di un motore termico 1.6 benzina associato a due motori elettrici e a una batteria centrale con capacità di 9,8 kWh (400V) per un peso di soli 105 Kg e una potenza complessiva di 160 cv. L’applicazione del sistema E-Tech per l’ibrida plug-in (cioè ricaricabile a una presa di corrente) consente di circolare in modalità full electric fino a 135 km/h per 50 km nel ciclo misto (WLTP) e fino a 65 km nel ciclo urbano (WLTP City). Il consumo si abbatte fino a 1,3 litri/100 km con emissioni di CO2 ridotte a meno di 30 gr/km (ma questi valori – è bene precisarlo – sono in corso di omologazione).

Questa architettura è accoppiata a una trasmissione multimode con innesto a denti. Grazie a questa trasmissione priva di frizione e associata ai motori elettrici, l’avviamento è al 100% elettrico e gli strappi di accelerazione dovrebbero risultare presumibilmente ridotti nel cambio marce, a tutto vantaggio del comfort di guida e delle prestazioni in accelerazione.

Sviluppata e brevettata dall’ingegneria Renault, la motorizzazione E-Tech ibrida plug-in è erede di quella della concept car EOLAB presentata al Salone di Parigi del 2014, si avvale dell’esperienza in campo elettrico della Casa francese e utilizza componenti progettati dall’Alleanza, come il motore benzina da 1,6 litri di nuova generazione appositamente rivisitato per l’occasione. Questo è associato, come detto, a due motori elettrici – di cui uno di tipo HSG (High-Voltage Starter Generator, starter ad alta tensione) – e alla succitata trasmissione multimode innovativa, con innesto a denti e priva di frizione. “L’associazione rivoluzionaria dei motori elettrici e della trasmissione con innesto a denti – spiegano gli ingegneri Renault – permette di ottimizzare e rendere fluido il cambio marce, come ampiamente sperimentato in Formula 1”.

Non è stato ancora possibile provare su strada la nuova Mégane ibrida plug-in che avrebbe dovuto debuttare sotto i riflettori del Palexpo di Ginevra. Tuttavia il suo rendimento, il piacere di guida e, soprattutto, la capacità di contenere consumi ed emissioni si profilano interessanti, alla luce della quantità di soluzioni geniali immesse nel progetto. Il mix tra l’associazione di due motori elettrici, la trasmissione multimode e il motore termico offre infatti una grande varietà di modalità di funzionamento e fissa alcuni punti cardine imprescindibili, come l’avviamento sempre in modalità elettrica. Secondo Renault ciò comporta, tra l’altro, anche un ulteriore vantaggio, ovvero un avviamento particolarmente reattivo, grazie alla coppia disponibile immediatamente.

Sempre secondo gli ingegneri Renault, il sistema E-Tech agevola un adattamento automatico alle situazioni di guida. Viene spiegato infatti che “la tecnologia E-Tech si basa su un’architettura “serie-parallelo” che le consente di combinare i vantaggi dei vari tipi possibili di ibridazione. I motori possono funzionare in modo indipendente o concertato, dirigendo la potenza verso le ruote. Il gruppo motopropulsore gestisce i motori e i loro contributi a seconda delle esigenze di accelerazione e potenza nonché delle opportunità di rigenerazione della batteria. Questa gestione tiene conto di 15 combinazioni di funzionamento tra i vari motori e le marce innestate nella trasmissione”.

E ancora: secondo le anticipazioni della Casa “durante l’uso, il cambio marce è quasi impercettibile e non richiede nessun intervento da parte del conducente; il sistema E-Tech sceglie automaticamente la modalità più adatta per la situazione, in modo da ottimizzare al meglio le emissioni e i consumi, garantendo una guida reattiva e piacevole”.

Ovviamente il sistema si avvale di un dispositivo di rigenerazione della batteria collegato al sistema frenante. Già quando si solleva il piede dal pedale dell’acceleratore e la leva del cambio è posizionata su Drive, il motore elettrico principale funge da generatore e recupera l’energia cinetica prodotta dalla decelerazione per trasformarla in energia elettrica e rimandarla alla batteria.

Con la variante B-Mode, poi, si può recuperare più energia, spostando la leva del cambio in posizione Brake (B). La massima rigenerazione viene così aumentata, entro i limiti di ricarica della batteria, fino a un regime minimo di circa 7 km/h. Quando il conducente schiaccia il pedale del freno, la frenata è innescata da un contributo elettrico, completato – se necessario – dal contributo idraulico. Anche in questo caso, il motore elettrico contribuisce alla frenata e può recuperare l’energia in eccedenza per rimandarla alla batteria, entro i limiti di stoccaggio di quest’ultima.

Elettrificazione a parte, la nuova Mégane ibrida Plug-in dispone di un display multimediale da 9,3” con sistema Easy Link e di un cruscotto digitale da 10,2”. L’auto può contare inoltre su settaggi Multi-Sense dedicati con tre modalità di guida: Pure (accessibile a partire dal display o dall’apposito pulsante sul cruscotto, permette di passare in modalità full electric); MySense (ottimizza la modalità ibrida con costi di utilizzo ridotti e include la funzione E-Save, che permette di mantenere una riserva della ricarica, come minimo il 40% della batteria, per passare alla modalità full electric quando si desidera); Sport (permette di ottenere la massima performance, assommando la potenza dei tre motori). E’ stato ampliato anche il pacchetto dei sistemi di assistenza alla guida (ADAS). Infine, nonostante una parte del bagagliaio sia dedicata all’alloggiamento del cavo, la nuova Mégane ibrida Plug-in non rinuncia alle sue funzioni di modularità, come ai sedili ripiegabili con pianale piatto.

L’arrivo (entro l’estate) della nuova Megane e la recente presentazione della Clio ibrida e della Captur ibrida Plug-in rappresentano per Renault segni tangibili del forte impegno messo nell’elettrificazione della gamma, mirato – come detto in apertura – a realizzare 8 modelli al 100% elettrici e 12 modelli ibridi e ibridi plug-in entro il 2022. Una svolta epocale, che secondo le “dichiarazioni d’intenti” della casa francese “mira ad esaltare da un lato le capacità d’innovazione legate anche alle esperienze maturate in Formula 1, dall’altro a democratizzare il processo, evitando la lievitazione dei costi per l’utente finale”. Il prezzo della nuova Megane ibrida, però, non è stato ancora comunicato.

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