La vita a Venezia

Vivere e lavorare a Venezia è la scelta giusta?

Secondo alcuni una pura follia, dato che la città continua a svuotarsi a ritmo costante sin dall’Unità d’Italia e non sembra avere una forza attrattiva come altre località del Nord Italia come per esempio Milano.

I motivi del fuggi fuggi, almeno ascoltando chi ha deciso di abbandonare il centro di questa magnifica città, sono da rintracciarsi in condizioni di vivibilità veramente bassa, con difficoltà negli spostamenti, prezzi stellari, disoccupazione diffusa (a meno che non si viva nel mondo del turismo e della ristorazione).

Per molti però il fascino di Venezia è più forte di tutte le opinioni negative che abbiamo elencato poco sopra e il vivere da quelle parti, se non addirittura nel centro storico della città, è un autentico sogno.

Venezia seduce, colpisce, stende e in moltissimi poeti l’hanno descritta come una donna pericolosa, di quelle che possono stregarci per tutta la vita oppure farci scappare a gambe levate, non però senza prima averci rubato il cuore.

Vediamo insieme cosa vuol dire vivere e lavorare a Venezia.

Innanzitutto vivere e lavorare a Venezia ha un fascino tutto suo che si può trovare solamente vivendola, addentrandosi nelle piccola calli e scrutando e scoprendo scorci spesso nascosti che prima o dopo vi portano ad un canale.

Chi pensa a Venezia non può non pensare al problema dell’acqua alta, però spesso ingigantito dai media e senza dubbio meno grave, almeno una volta che ci si sarà fatta l’abitudine. I canali sono un po’ la cifra distintiva di Venezia ma sono anche una fonte di problemi della città: spesso con la bassa marea l’odore non è dei migliori e bisognerà fare l’abitudine ad avere a disposizione stivali di gomma, necessari quando ci sarà invece l’acqua alta. Può capitare in ogni momento dell’anno, anche in Agosto, ma chi ci ha fatto l’abitudine non lo vede più come questo grosso problema.

Sebbene non sia straordinariamente grande, Venezia è composta di 6 quartieri chiamati infatti sestieri, ognuno con le sue peculiarità, i suoi prezzi, le sue comodità

La suddivisione cittadina in sestieri risale alle origini di Venezia; tra l’altro in città la numerazione civica è unica per ciascun sestiere, con alcune eccezioni per aree più grandi incluse in isole non collegate da ponti, e raggiunge numeri a quattro cifre (Castello raggiunge quasi i 7000).

Questo particolare sistema di numerazione, unito alla naturale complessità della viabilità veneziana, porta ad avere talvolta due numeri civici molto diversi fra loro a poca distanza l’uno dall’altro.

I nomi tradizionali dei sestieri di Venezia

San Marco: è il centro del centro, la zona più elegante e cara della città. I prezzi sono stellari e difficilmente avremo la possibilità di vivere in questa zona della città. È particolarmente scomoda per chi lavora, dato che è costantemente affollata di turisti e dato che, al tempo stesso, si deve evitare anche un semplice caffè se non si vuole essere spennati.

Cannaregio: così denominato perché sviluppatosi in una zona paludosa ove erano frequenti i canneti. E’ il quartiere più popoloso, occupa quasi la totalità della parte della città che si trova a nord del Canal Grande. È il quartiere meglio collegato con le isole ed è anche vicinissimo alla stazione dei treni. Si tratta di un quartiere che era stato storicamente popolare e che negli ultimi decenni ha subito delle importanti opere di riqualificazione. Qui i prezzi sono più accessibili ed è dove troverete il grosso degli studenti, dato che in questo quartiere ha sede il polo di Economia dell’Università Ca’ Foscari.

Castello: ha preso il nome da un fortilizio ormai scomparso attorno a cui si è sviluppata l’area ed è la parte più a est della città, molto tranquillo e a vocazione residenziale, con prezzi però non esattamente accessibile. È forse il più veneziano dei quartieri del centro e meriterebbe una visita.

Dorsoduro: probabilmente il suo nome richiama le compatte dune di sabbia di questa zona è la parte meridionale della laguna, con costruzioni popolari e relativamente nuove.

Santa Croce prende il nome dalla demolita chiesa di Santa Croce e comprende anche piazzale Roma, il Tronchetto e la Stazione Marittima

Campo San Paolo è il centro geografico della città, che include Rialto. Si tratta di un quartiere estremamente vivo e anche del quartiere che anima più vivacemente il carnevale

Queste suddivisioni non esauriscono la zona storica costituente la città di Venezia. Le isole della Giudecca fanno parte di Dorsoduro, l’isola di San Giorgio Maggiore di S. Marco e l’isola di San Michele, sede del cimitero cittadino, di Castello.

Si parla di sestieri anche nelle isole di Burano e Pellestrina, sebbene abbiano rispettivamente cinque e quattro quartieri.

Quindi concludendo cosa possiamo dire. Possiamo dire semplicemnte che giudicare Venezia e le possibilità che offre con il metro che applicheremmo alle altre città è un esercizio completamente inutile. Venezia è una città davvero unica per stile di vita, possibilità offerte e scomodità. C’è chi riesce a trovare nella città la quadratura del suo personalissimo cerchio e chi invece fugge a gambe levate. Sicuramente si tratta di una scelta straordinaria, nel senso originario del termine, che vale per fuori dall’ordinario.

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